L'energia nucleare viene riconosciuta da una grande parte della popolazione come un tipo di energia vantaggiosa rispetto a tutte le altre fonti di energia, rinnovabili e non. Effettivamente, il costo dell'energia proveniente dal nucleare, ad esempio in Francia, si attesta tra i più bassi rispetto alle altre tipologie, ed esso è variabile. Tuttavia esistono dei "costi nascosti": il prezzo da pagare per l'energia nucleare (quello che ci troveremmo sulla bolletta in sostanza) non include la completa spesa di una centrale. Il pubblico, infatti, deve coprire i costi di costruzione, manutenzione, gestione ed eventualmente smantellamento della centrale nucleare. Il sistema energetico su cui si basa mette in luce aspetti che spesso passano in secondo piano, ma che determinano un alto costo sociale e socio-economico. Innanzitutto, il lungo periodo di tempo (10 anni) per la sua costruzione, impone di provvedere al fabbisogno energetico sfruttando temporaneamente altre fonti e, inoltre, impedisce che gli investimenti necessari alla costruzione maturino interesse nelle banche o vengano impiegati per altri progetti magari emergenziali. Inoltre, i costi di smantellamento, stoccaggio delle scorie e bonifica del territorio al termine del ciclo produttivo di una centrale sono altissimi, il triplo dei costi di costruzione. Una menzione merita il problema dello smaltimento delle scorie, mai del tutto risolto. Solo gli Stati Uniti, dopo 25 lunghi anni di studi, hanno realizzato un sito di stoccaggio delle scorie in profondità; tuttavia, i residui più radioattivi e pericolosi, ancora non hanno un luogo di stoccaggio definitivo e vengono provvisoriamente custoditi all'interno della centrale stessa o presso siti militari sorvegliati, come avviene negli altri Paesi: una provvisorietà infinita. Considerando tutti i "costi nascosti", ci sorge il dubbio sull'effettiva economicità del nucleare, tanto più se uno studio ha dimostrato recentemente come l'energia solare abbia raggiunto un prezzo inferiore (studio di John Blackburn) negli Stati Uniti, dove, tralaltro, il costo dei nuovi reattori nucleari è più che triplicato. Tuttavia, considerando l'aspetto meramente politico della questione, la costruzione di nuove centrali nucleari sul territorio ci permetterebbe una certa indipendenza dalle fonti energetiche degli altri Paesi, e una maggiore sicurezza per la nostra economia; ma qui si esauriscono i vantaggi.
Autore: zomuzco
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zomuzco
No grazie!
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Pollina
No nel senso che non vuoi le centrali? |
zomuzco
Si diciamo che non le vorrei, preferirei che quei soldi venissero investiti in studio e ricerca per... |
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