Nobody's daughter: il ritorno di Courtney Love e delle Hole
Tra le tante critiche mosse a una rockstar come Courtney Love vi sono quelle relative alla tempistica. Dodici anni per la pubblicazione di un album degno della sua band sono davvero tanti, ma se conosciamo anche solo un quarto della sua storia personale, possiamo addirittura stupirci che la cantante in questione sia ancora viva. La tanto vituperata vedova (e qualcuno aggiungerebbe anche assassina) dello storico leader dei Nirvana, Kurt Cobain, ha dato alle stampe "Nobody's Daughter". Se sulla carta e in copertina il nome che compare subito dopo l'autobiografico titolo (la Love si definisce figlia di nessuno da sempre non avendo mai conosciuto i suoi genitori), è Hole, non si tratta di un errore di stampa. Nonostante non un solo membro della vecchia band sia ancora al suo interno, Courtney ha ben pensato di riprendersi quello che considera "il suo marchio, la sua band, il suo nome". Tralasciando solo per qualche istante tutte le vicissitudini legate a questo genere di gossip e stranezze che circondano la leader, è bene considerare l'album appena pubblicato, perché "Nobody's Daughter" è un buon album. Se con "Celebrity Skin" la band si era orientata verso il facile rock-pop tipico delle radio americane (basti pensare alla super patinata title-track o a "Malibu", vera e propria colonna sonora di una MTV di fine anni'90), stavolta la band, a prescindere da chi ci suoni a distanza di anni, dà alle stampe un pugno di canzoni al di sopra della media. Si partire con "Skinny Little Bitch", scelto come primo singolo: è una vera e propria invettiva contro il dilagare delle nuove diciassettenni scheletriche e pervase soltanto da una gran voglia di apparire. "Samantha" e "Someone else's bed" sono i pezzi migliori: ben scritti e suonati ancora meglio, ci mostrano una Courtney Love ancora in grado di saper tenere in piedi la scena. Menzione particolare per "Letter to God", scritta dalla famosa songwriter Linda Parry: ci restituisce una band che, seppur completamente rinnovata, trova i suoi punti di forza nell'intensità di una vera rockstar offuscata, purtroppo, da un contorno composto da gossip e stravaganze. Se quest'album fosse stato scritto da una band emergente, avremmo gridato tutti al miracolo.