Sudore, cuore che batte all'impazzata, o che, al contrario, sembra fermarsi, incapacità di pensare lucidamente, immobilità: questa è una reazione di paura. Ma che cos'è la paura? E' un meccanismo di difesa, comune a uomini ed animali, che ci segnala che un pericolo incombente. Essa ha varie gradazioni, dalla semplice apprensione al terrore: ma quand'è che diventa patologica? Quando ad allertarci sono situazioni molteplici e comuni, tanto da condizionarci la vita oppure quando diventa fobia.
La paura è un istinto che nasce dalla coscienza del fatto che siamo esseri destinati alla morte, quello che apprendiamo è l'oggetto delle nostre paure. Questo apprendimento avviene per due vie: attraverso l'esperienza diretta e attraverso il contesto in cui viviamo. Nel primo caso le paure si originano dalle sensazioni negative vissute ed associate a determinate situazioni; nel secondo caso la paura viene trasmessa da credenze culturali o dalle figure di riferimento primarie. Per fare un esempio pratico, un bambino può aver paura dei cani perché è stato morso (esperienza personale) o perché la madre, che ne aveva paura, glie l'ha in qualche modo inculcata. Quando la paura condiziona la nostra vita al punto da limitarci, è il caso di interpellare un esperto. Le terapie contro la paura seguono sostanzialmente due approcci: quello comportamentista, che si basa sull'eliminazione del sintomo, e quello cognitivista, che mira a rimuoverne la causa.
Per quanto riguarda le nostre piccole paure, ricordiamo che alcune di esse le abbiamo tutti; condividerle aiuta ad affrontarle. Impariamo quindi ad accettarle, come diceva Moravia "La coscienza è paura, l'incoscienza è coraggio"
Autore: anto1714
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anto1714
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