Chi non conosce Charlie Chaplin alzi la mano! Questo genio non ha certo bisogno di presentazioni: fu regista, produttore, attore, compositore, musicista, scrittore, sceneggiatore e uno tra i più importanti e influenti cineasti del XX secolo. Il grande dittatore del 1940 fu il primo film completamente parlato di Chaplin; fu girato e distribuito negli Stati Uniti poco prima dell?entrata nella Seconda Guerra Mondiale, mentre in gran parte dell?Europa ne fu vietata la distribuzione per tutta la durata del conflitto bellico; in Italia uscì per la prima volta nel 1945 dopo la caduta del regime fascista. Nel film Chaplin interpreta due personaggi: Adenoid Hynkel, il dittatore di Tomania ispirato ad Adolf Hitler, e un barbiere ebreo, reduce della Prima Guerra Mondiale e perseguitato dai nazisti. Chaplin non solo ridicolizza Hitler, ma ne mette in risalto le idee e i progetti folli fin dall?inizio con il discorso tenuto alla folla: l?imitazione del führer è perfetta, ma il discorso è completamente improvvisato. Indimenticabili anche l?incontro tra Hynkel e Napaloni (chiara caricatura di Mussolini) e la scena, esilarante e profetica allo stesso tempo, in cui Hynkel danza spensierato e gioca con un mappamondo gonfiabile, simbolo del mondo che avrebbe voluto dominare ma che Chaplin gli fa scoppiare tra le mani. Nel corso del film il caso vuole che il dittatore sia scambiato per il barbiere e sia imprigionato; il suo sosia ebreo si ritrova quindi sul palco per infiammare le truppe in procinto di invadere l?Ostria; è qui che il genio di Chaplin si rivela con un gran finale. L?ebreo sveste i panni del dittatore e l?attore quelli dell?ebreo facendo emergere l?uomo, Charlie Chaplin: il suo è un appello disperato all?umanità, contro il razzismo, l?odio, l?avidità e l?intolleranza, perché ?in questo mondo c?è posto per tutti? e dobbiamo combattere ?per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza?. Un film senza tempo, purtroppo ancora molto attuale, che fa riflettere e da cui abbiamo molto da imparare: ma siamo disposti a farlo?
Autore: Niko76
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