Ha un'insolita architettura ed è situato in una regione dove sono numerosi i castelli stile Rinascimento: il castello di Cheverny fu completato nel 1634, edificato al posto di una fortezza del medioevo, nella stretta osservanza dello stile Luigi XIII. Al margine di una foresta, l'imponente massa bianca del castello alleggerita da una decorazione di nicchie, balaustre e statue, ricorda la grazia femminile della sua creatrice, la seconda moglie di Henry Hurault governatore di Blois.
La dimora fu edificata a seguito di una storia tragica: Hurault, uomo di carattere duro, teneva rinchiusa la sua giovane sposa nel primo castelllo fortificato. Un giorno, per divertirsi e far ridere i suoi cortigiani, Henry IV fece con la mano il segno delle corna dietro la testa di Hurault che lo vide riflesso in un bicchiere. Furioso, saltò a cavallo e galoppò fino a Cheverny dove trovò la sua sposa fra le braccia di un paggio. Ucciso l'amante con un colpo di daga, si limitò a lasciare alla moglie la scelta fra il coltello e il veleno. Ma Henry IV non gradì affatto questa giustizia sommaria e mise il governatore agli arresti nel suo castello.
Sposata in seconde nozze una donna più prudente e più docile, Hurault, che voleva rapidamente cancellare quell'episodio doloroso, intraprese la demolizione della fortezza e lasciò alla moglie l'incarico di arredare la nuova dimora secondo il gusto dell'epoca. La contessa, con l'aiuto di un celebre architetto e di un pittore di fama, donò a Cheverny una decorazione raffinata, conservata ancor oggi nelle linee essenziali.
La decorazione finemente lavorata dello scalone d'onore a rampe diritte ricorda quella di Chenonceau e Azay-le-Rideau. Gli appartamenti hanno la particolarità di conservare la mobilia d'epoca, cosa rara per i castelli della Loira, oggi di solito ammobiliati con oggetti provenienti da collezioni o musei. A destra dello scalone si apre la sala da pranzo, tappezzata in cuoio di Cordova. Restaurata alla fine dell'800, conserva tuttavia la maggior parte della sua decorazione originale alla quale partecipò il celebre decoratore Mosnier nel 1600.
Egli eseguì 15 dei 34 pannelli dipinti che decorano questo ambiente e che illustrano le avventure di Don Chisciotte di Cervantes. Situata al primo piano, la sala d'armi, con un soffitto alla francese, è coperta di boiserie dipinta a vivaci colori e con motivi vari (putti, soggetti mitologici, etc). La camera del re offre una decorazione ancora più lussuosa: le tappezzerie, così come i pannelli del soffitto a cassettoni e l'immenso camino seicentesco, illustrano l'epopea di Ulisse. Ritornando al piano terreno si incontra il salone principale che conserva, oltre ad arredi di grande qualità, un ritratto della contessa di Cheverny. Il perfetto stato di conservazione degli interni e dell'esterno del castello è dovuto in gran parte al proprietario degli inizi del '900 che l'aprì al pubblico nel 1922. Era la prima volta che una dimora privata poteva essere visitata. Questa iniziativa, audace per l'epoca e malvista, fu in seguito molto imitata.
Autore: carlafr
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