La pittura di Claude Monet mi sembra l'esempio più avvincente di come un ampio spettro di oggetti possa costituire l'immagine speculare dell'interiorità umana. Si tratta di semplici entità che costellano il vivere e l'agire quotidiani di ogni individuo. Un gesto, un piccolo incontro, un sentimento vengono catturati nella prospettiva del rapporto del soggetto con le cose.
Il 15 aprile 1874 a Parigi, in alcune sale prestate gratuitamente dal noto fotografo Nadar, viene organizzata una mostra da un gruppo di giovani pittori. Essi si battono contro i canoni artistici accademici dell'Ottocento per affermare, invece, una pittura che, oltre a rappresentare la realtà in modo insolito e diverso rispetto al passato, la interpreti anche totalmente e liberamente.
Alla mostra prendono parte: Edouard Manet, Camille Pissarro, Edgar Degas, Auguste Renoir, Paul Cézanne e Claude Monet anche se più timidamente. Non si può non identificare l'Impressionismo con Monet in quanto nelle opere di questo genio albergano gli elementi fondamentali del nuovo fenomeno artistico. Le sue tele contengono cieli luminosi, acque cristalline, paesaggi incantevoli dominati da atmosfere cromatiche intense ma delicate. Senza dubbio possiamo affermare che Monet abbia inaugurato un nuovo senso estetico che si esprime in un approccio comunicativo immediato ed emozionale.
Sullo sfondo di ogni opera si trova una natura che appare come un immenso organismo vivente, in grado di suscitare nell'osservatore più attento e sensibile quel sentimento di malinconia unico che solo la terra d'origine di Monet, ossia la Normandia, può suscitare.
Autore: 81GC56VM
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