Fondata nel 651 da Leodeboldo, venne al tempo chiamata abbazia di Saint-Benoit-de Fleury. Alla fine del VII secolo l'abbazia mandò in Italia il monaco Aigulfo per recuperare le reliquie del santo patrono e prese il nome di Saint-Benoit-sur-Loire.
Sotto Teodulfo conobbe un grande splendore culturale e dal X al XII secolo la fama dell'abbazia non cessò di crescere. Andò in crisi invece a partire dal 1218, quando venne consacrata la basilica.
A partire dal 1486 i benefici dell'abbazia vennero attribuiti ad un laico scelto dal re e ciò innescò numerosi conflitti che distrussero in parte l'abbazia. Dopo le guerre di religione che videro l'abbazia saccheggiata dai riformati, giunse un nuovo momento di splendore quando Richelieu ne ottenne la commenda. La soppressione nel 1790 degli ordini religiosi provocò la distruzione parziale del monastero. Nel 1865 quattro monaci si installarono nell'abbazia e la restaurano parzialmente, anche se la comunità monastica rinacque veramente solo nel 1944.
Per quanto riguarda l'architettura, la chiesa abbaziale è la terza costruzione eretta sul medesimo sito. La torre-atrio, detta anche Gauzlin, situata nell'avancorpo della chiesa costituisce la parte più antica conservata del complesso. Per le reminiscenze dell'arte carolingia e i rimandi all'arte antica, la loro fattura ricorda il repertorio decorativo dei manoscritti miniati.
Tra il 1067 e il 1107 vennero costruiti il coro e il transetto. Il coro, alto e profondo, è una delle più belle realizzazioni dell'arte romanica e costituisce il santuario maggiore dell'abbazia con il suo altare consacrato alla Madonna. L'abside è molto soprelevato, sovrastando la cripta è inquadrato da quattro piccole cappelle, due a raggiera e due orientate, queste ultime adornate da un minuscolo campanile.
L'altare maggiore è circondato da un pavimento a mosaico installato da Gauzlin nell' XI secolo, costituito da grossi frammenti di marmo di tutti i colori a formare figure geometriche.
La navata fu l'ultima parte ad essere costruita tra il 1144 e il 1218.
In stile romanico di transizione, mostra però già elementi del gotico iniziale. Comprende sette pilastri e due livelli; il portale scolpito, in particolare l'architrave, è uno dei capolavori dell'arte del periodo. All'incrocio della navata col transetto si conserva un bellissimo insieme di scanni del XV secolo e un magnifico pannello raffigurante l'Annunciazione. Attraverso una scala posta ad est del coro si accede alla cripta.
Liberata dagli scavi del 1958, la cripta dell' XI secolo si estende sotto tutto il transetto, l'abside e il deambulatorio. Tutta l'architettura converge verso il pilastro centrale che contiene le reliquie del santo depositate in una cassa contemporanea.
Autore: carlafr
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