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LA CAVALLERIA E IL WEB 16. La donna 2


 
LA CAVALLERIA E IL WEB 16. La donna 2

Come in ogni epoca, la donna può appartenere a classi differenti e questo comporta inevitabili differenziazioni. Nel complesso, in età medievale, la condizione della donna era però assai diversa da quello che i pregiudizi spesso ci portano a ritenere: molto diffusa è infatti la diceria secondo la quale la donna nel Medioevo fosse addirittura considerata priva di anima.  Anche in questo caso vale la pena di riferirsi ai dati e non alle opinioni. Vale come risposta sottolineare l'importanza della figura della Madonna o di donne divenute poi sante e seguite ed amate dal popolo, come S. Agata, S. Rosao l'eroina Giovanna d'Arco. LA DONNA E IL POTERE Ai tempi del feudalesimo la regina era incoronata, se necessario, come se si trattasse di un re: l'uomo e la donna erano, in questo caso, su un piano di parità (inutile dire che questa situazione si modifica già a partire dalla "Guerra dei cent'anni" per mutare radicalmente dal XVII secolo).  Vediamo infatti che nel Medioevo, donne come Eleonora d'Aquitania e Bianca di Castiglia dominarono realmente il loro secolo ed esercitarono un potere incontestato nel loro territorio. Questo poteva dunque verificarsi nel caso in cui il re fosse assente, ammalato o morto.  L'influenza della figura femminile diminuisce parallelamente all'ascesa, a partire dal Rinascimento, del diritto romano: infatti la prima disposizione che eliminò la donna dalla successione al trono fu presa da Filippo il Bello. Ma già in età classica, quella alla quale si ispira l'età definita rinascimentale, il diritto romano non è favorevole alla donna: è il diritto del "pater familias", del padre proprietario e, a casa sua, gran sacerdote, capofamiglia il cui potere è sacro e illimitato.   Nel Medioevo il padre possedeva un'autorità di gerente, non di proprietario: era tradizione nelle famiglie, nobili o plebee che fossero, che nel caso di unione conclusa senza un'erede diretto, i beni provenienti dal padre andassero alla famiglia paterna ma anche che quelli della madre tornassero alla famiglia materna.  Inoltre è soltanto a partire dal XVII secolo che la donna comincia  a dover prendere il nome del marito. LE DONNE IN CONVENTO Nel XIII secolo i conventi femminili erano sempre stati centri di preghiera ma al tempo stesso di dottrina religiosa, di cultura; vi si studiava  la sacra scrittura considerata come base di ogni conoscenza e poi di tutti gli altri elementi del sapere.  Le religiose erano ragazze colte: d'altronde l'entrare in convento era la via normale per le donne che volevano approfondire le proprie conoscenze al di là del livello corrente. Per questo, in età medievale, abbiamo i primi esempi di letterate famose e importanti, come Rosvita, la grande autrice di testi teatrali del X secolo o come Herrada di Landsberg, autrice della più nota enciclopedia del XII secolo.  Inoltre le badesse poste a capo del monastero erano autentici signori feudali e amministravano, anche da un punto di vista economico, vasti territori  che includevano anche villaggi o parrocchie, come vere e proprie "manager". Nessuno si scandalizzava se anche il vicino convento maschile era sottoposto ad una badessa (come accadde a Fontenvrault nel XII secolo), dimostrando che le parole di S. Paolo ("non c'è più né uomo né donna") erano veramente vissute.



Autore: SirAntony

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