L'anima irrazionale degli uomini è inestirpabile. A volte sembra sia stato inutile il lungo cammino verso la conoscenza e il sapere, il progresso scientifico e la diffusione dell'istruzione di massa: al fondo di tutto, nei momenti bui del singolo come dei popoli, riemergono superstizioni e aspetti cosiddetti irrazionali dell'esperienza umana.
Ci sono, evidentemente, fasi della vita e della storia nelle quali la ragione e la logica non bastano, lasciando spazio a credenze che qualcuno vorrebbe già sepolte fin dal Settecento, il cosiddetto secolo dei lumi che, per primo, cercò di mettere in atto una nuova forma di sapere basato sulla scienza e lo studio dei fenomeni. Presto, già nell'Ottocento romantico, la letteratura e le arti furono contagiate ancora dal fascino dell'occulto, del gotico e dell'esotico che dettero vita a nuove tendenze come lo stesso romanzo (all'inizio giudicato roba per donnette ignoranti) che conobbe un successo inarrestabile.
Oggi quello che definiamo "irrazionale" conosce una vasta fortuna popolare a tutti i livelli, dall'informazione allo spettacolo, fino ai media più diffusi.
Su quotidiani e riviste trionfa ancora l'astrologia, il cinema è invaso da storie di fantascienza e vampiri e la televisione dedica specifiche trasmissioni al paranormale e ai cosiddetti misteri irrisolti, con grande sfoggio di citazioni che pescano nell'antichità e nelle leggende popolari per dimostrare la continuità di certe credenze.
Forse è il caso di guardare a questi fenomeni senza demonizzarli, per riconoscere che l'essere umano non è monolitico ma stratificato per sua natura. Accanto al raziocinio e al pensiero critico, c'è in ogni individuo una parte più oscura e persistente che tradisce, probabilmente, l'aspirazione a una sfera superiore o semplicemente diversa di conoscenza.
L'uomo insomma non possiede una sola dimensione, ma si porta dietro pulsioni diverse come una memoria storica della specie depositata in ogni nuovo nato.
Non c'è, in fondo, niente di male a consultare l'oroscopo o a credere che non siamo soli nel cosmo, una volta stabilito che siamo esseri complessi e curiosi sempre in cerca di emozioni e risposte. Fa parte della nostra natura.
L'unico pericolo vero è l'incapacità di saper distinguere la fantasia dalla realtà, perché allora rischiamo di smarrirci in un mondo senza limiti di morale e di coscienza, dove tutto sembra lecito.
Non è e non può essere così, certo. Tuttavia, ribadito questo, chiediamoci una volta per tutte: cosa sarebbe la nostra vita depurata di ogni curiosità per l'ignoto e il mistero che ci fa sognare e dà respiro alle nostre giornate?
Probabilmente ben poca cosa.
Autore: Armapo
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